Anche due italiani bloccati tra Tibet e Nepal a seguito dell’alluvione. Ecco di chi si tratta e come stanno. Massima attenzione della Farnesina.
Una montagna di fango e detriti ha trasformato la fuga in un’impresa impossibile. In Nepal e Tibet, le devastanti alluvioni del 26 agosto, provocate dallo scioglimento e dal collasso di un ghiacciaio himalayano favorito dalle alte temperature, hanno lasciato dietro di sé strade sommerse, ponti distrutti e interi villaggi isolati. Il bilancio è drammatico e in continuo aggiornamento. Si parla di centinaia di morti. Coinvolti anche due italiani di cui ha dato conto in queste ore il Corriere della Sera, poi citato da altri organi di stampa.

Alluvione tra Tibet e Nepal: due italiani bloccati
Tra le persone rimaste intrappolate ci sono anche due turisti italiani, entrambi bresciani: Giovanni Fassini, 42 anni, commercialista, e Marco Lombardi, 26 anni, pasticcere. I due sono arrivati in Nepal il 14 agosto e avrebbero dovuto prendere un volo da Kathmandu per rientrare in Italia. La frana, però, ha reso impossibile raggiungere la capitale.
Intervistato dal Corriere della Sera, Fassini ha spiegato la situazione in cui si trovano: “Siamo bloccati su un lembo di strada, a poca distanza da Anbu Khaireni, nella provincia di Gandaki. Non riusciamo né a raggiungere la città da cui avremmo dovuto prendere il volo per l’Italia, né a tornare indietro”.
Il problema riguarda soprattutto la Prithvi Rajmarg, una delle principali strade del Nepal, che per lunghi tratti costeggia il fiume Trishuli. La carreggiata è stata invasa da fango e detriti e in diversi punti è diventata praticamente impraticabile. “A circa metà strada, la carreggiata è diventata una sorta di ramo laterale del fiume”, ha raccontato ancora Fassini, spiegando che gli argini sono stati completamente distrutti e che il fango ha sommerso la strada in più punti.
La situazione attuale nelle zone colpite
Lo scenario descritto dai due italiani è drammatico. I villaggi risultano isolati, numerosi ponti sono crollati e le strade non sono percorribili. Per chi è riuscito a sopravvivere alla tragedia, trovare una via d’uscita resta quindi estremamente difficile.
La gravità della situazione emerge anche dai filmati diffusi sui social media. Le immagini mostrano una gigantesca massa di fango e detriti abbattersi contro edifici e ponti, travolgendoli, mentre numerose persone cercano disperatamente di raggiungere un luogo sicuro.